I nostri piatti forti

Il tonno

tonno tataky, dressing agli agrumi, alioli e mayo al basilico

Il Tonno è un piatto che lavora sull’equilibrio.
La materia è nobile, trattata con rispetto: il tataky, scottato appena, conserva la delicatezza del crudo e la profondità della brace. A contrasto, un dressing agli agrumi che illumina il piatto con acidità e freschezza.
L’alioli aggiunge rotondità, la maionese al basilico chiude con un tocco verde, aromatico, gentile.

È un piatto che gioca con le temperature, i contrasti, le consistenze.  Pulisce, apre, resta. Una partenza decisa, che racconta la nostra idea di essenzialità.

Il cappelletto

cappelletto ripieno di ragù napoletano di costine, salsa di pane cafone, provola aumicata e mayo al basilico

Il Cappelletto è un omaggio alla tradizione che si lascia rileggere con libertà.

Il ripieno custodisce un ragù napoletano di costine, intenso e avvolgente. La salsa di pane cafone aggiunge profondità e memoria, mentre la provola affumicata regala una nota decisa. A completare, una maionese al basilico che rinfresca e lega i sapori.

Non è solo un primo. È un'idea di comfort che incontra la tecnica. È un piatto pieno, che vuole raccontare una storia in ogni boccone: quella della domenica, della memoria, ma anche quella di chi oggi cucina con intenzione, lasciando che la tradizione si trasformi senza perdere il senso.

La rana pescatrice

rana pescatrice, provola e friarielli

Pochi elementi, scelti con precisione, che trovano forza nel contrasto e nell’equilibrio. La pescatrice, dalla carne compatta e delicata, è trattata con rispetto, lasciata esprimere nella sua naturale eleganza. Accanto, la provola affumicata introduce una nota più intensa, mentre i friarielli, con la loro amarezza vegetale, riportano tutto alla terra.

Il piatto si muove tra mare e entroterra, tra dolcezza e affumicatura, tra struttura e freschezza.

Il babà

babà bagnato al rhum con gelato alla vaniglia

Il Babà è un’icona, e per questo va trattato con misura.
La pasta è soffice, elastica, inzuppata con una bagna al rhum calibrata, profumata ma mai invadente. A fianco, un gelato alla vaniglia che non serve solo a completare, ma a costruire un equilibrio: freddo e caldo, cremoso e spugnoso, dolce e alcolico.

È un dolce che non ha bisogno di reinterpretazioni forzate.
Solo di tempo, precisione, rispetto. Un classico che resta sé stesso, ma trova un nuovo respiro.